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18 Febbraio - Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger

Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger

18 Febbraio - Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger

Feb 17, 2017

Un pizzico di autismo è necessario per il successo nelle arti e nelle scienze”. 

Questo sosteneva Hans Asperger: pediatra austriaco, medico e professore di medicina, conosciuto per i suoi primi studi sui disturbi mentali, soprattutto nei bambini.
Il suo lavoro è passato in gran parte inosservato durante la sua vita e i suoi studi sulle condizioni psicologiche hanno acquisito fama mondiale solo postumi.

Per la ricorrenza della nascita di Hans Asperger, il 18 Febbraio, è stata indetta la Giornata Mondiale della Sindrome di Asperger.
La neurologa russa Ewa Ssucharewa (1891-1981) aveva fornito la prima descrizione di questo disturbo, ma si ritiene che a riconoscerlo in forma più completa sia stato proprio Asperger. 
Questo pediatra aveva identificato in bambini che vedeva in ospedale a Vienna alcune caratteristiche comuni che l’avevano indotto a pensare a un disturbo specifico.
I piccoli suscitavano notevoli preoccupazioni e problemi in famiglia, e sembravano avere un comportamento e vari tratti in comune: di solito erano solitari e isolati, avevano difficoltà a fare amicizia, spesso erano anche vittime di bullismo e manifestavano problemi di comunicazione, soprattutto un’incapacità di comprendere le intenzioni dei coetanei e di mettersi in relazione con loro.
Talvolta erano goffi nei movimenti e, molto spesso, nel loro isolamento, si dedicavano a interessi che li assorbivano completamente, che fossero la scienza, gli animali o la natura, il collezionismo o la lettura. 
Diventavano talmente esperti nel loro hobby o nel soggetto che si erano scelti che Asperger li definì piccoli professori.

Asperger morì prima che il disturbo che aveva descritto venisse riconosciuto in campo medico, in parte perché i suoi lavori erano scritti in tedesco e circolavano fuori dal circuito delle riviste scientifiche più famose.
Fu la ricercatrice inglese Lorna Wing, nel 1981, a far riscoprire gli scritti di Asperger e a battezzare la sindrome che lui aveva descritto.
A differenza dell’autismo, caratterizzato da alterazioni gravi nello sviluppo del linguaggio e spesso da ritardo mentale, la sindrome di Asperger viene considerata un sottotipo più lieve, anche se è tuttora oggetto di discussione se considerarla forma separata o lieve di autismo.
L’Asperger rientra nel continuo dei cosiddetti disturbi dello spettro autistico come una delle condizioni meno gravi (qui un rapporto dell’Istituto superiore di sanità che illustra le varie problematiche).

Essere Asperger quindi significa percepire, provare, pensare ed agire in modo diverso dalle persone tipiche. 
Le persone Asperger presentano differenze significative nel modo in cui percepiscono il mondo, nella regolazione delle loro emozioni, negli interessi, nella motivazione, nella socializzazione e nel comportamento. 
Le persone con Asperger risultano ancora oggi invisibili, sia alla diagnosi, sia nella scuola e nella società, poiché spesso manifestano “soltanto” delle dinamiche relazionali inadeguate o problematiche che rendono difficile un percorso scolastico/lavorativo di inclusione sociale.

La Fondazione Un Futuro per l’Asperger crede che disabilità, indipendenza e lavoro siano elementi che possono convivere
Le persone disabili, e in particolare con disturbi di questo genere, sono in grado di svolgere in autonomia attività che riguardano la gestione di alcune pratiche personali (cucinare, tenere in ordine, piccole commissioni, etc) e professionali, ma devono essere messe nelle condizioni di farlo: a tale scopo si rivela necessario un contesto organizzato, ben strutturato e protetto, e che le attività da svolgere siano chiare e suddivisibili in sequenze. 

ASP LAB nasce proprio dal desiderio di realizzare un laboratorio di vita, che si identifichi come una scuola per l’autonomia e di formazione al lavoro in cui i soggetti Asperger in età adolescenziale siano aiutati ad esprimere al massimo le proprie potenzialità, al fine di diventare adulti indipendenti e socialmente integrati.
 
 
 
 
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